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Immagini ed emozioni dal cuore di un Lupo.
:: PERCHÈ LUPO | | visite 423371 dal 24/03/2005 (oggi 2)

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SABRINA un Amore in Viaggio. Un Viaggio d'Amore
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AYAS
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imgBistrattato da sempre, nell'immaginario collettivo è rimasto a lungo come un animale temibile ed aggressivo, fino a quando i balletti di Kevin Kostner hanno iniziato a demolire molte convinzioni trasmesse nell'animo dai nostri nonni.
Ho, ed ho avuto la fortuna di conoscere numerosissime persone; molte, riconoscendo in me un "tipo" decisamente insolito, hanno iniziato scherzosamente ad affibiarmi un "nomignolo". In poco tempo il termine Lupo è divenuto estremamente rappresentativo del mio modo di essere ed è diventato uno pseudonimo simpatico e nobile che ho accettato volentieri. Amo moltissimo, fra le tante cose, la natura e gli animali. L'esplorazione mai sazia del mondo in cui vivo, di tutto ciò che mi circonda, e di quello che ho dentro, mi ha portato ad una fiera consapevolezza che in fondo io sono proprio un "Lupo"........
Nella tradizione indiana il Lupo viene posto in relazione con una costellazione di stelle dalla quale, secondo la leggenda, provenivano i maestri dell'antichità.
Il lupo infatti viene considerato un maestro, che dopo un lungo girovagare fa ritorno al suo branco per riferire delle sue osservazioni e delle sue esperienze.
Vive strettamente all'interno del branco, della famiglia, ma senza rinunciare alla sua indipendenza. Quindi socievole ma anche solitario.
Non è solo istintivo, ma estremamente intelligente tanto da non avvicinarsi mai troppo all'uomo.
Resistente, astuto, tenace, determinato, forte e combattivo quanto tenero e dolce. Si difende e si ambienta molto bene ovunque.
Si sceglie una compagna alla quale resterà fedele sempre e comunque per tutta la vita.
I "pellerossa" sostengono che ululando alla luna, si ricongiunge alla forza di questa, alla sua energia e ad una forza misteriosa quale via d'accesso alla conoscenza.
Il lupo può trasmettere, oltre ad emozioni inconsuete, l'energia per insegnare agli altri, per aiutarli a comprendere meglio le regole, la vita e a trovare in ognuno la propria strada.
Usando la forza del lupo possiamo riuscire a riprendere contatto con TUTTO quello che questo habitat e modus vivendi inesorabilmente ci stà portando via. Ossia la capacità e la saggezza di scegliere e di riprenderci in mano le redini della nostra vita.
Il Lupo ha un fascino unico, leggendario quanto misterioso, è l'emblema della lotta per la difesa della propria identità, il proprio mondo; per chi ama e rispetta non solo gli ambienti incontaminati e selvaggi, è simbolo dello spirito libero, ribelle e coraggioso.


Il Lupo, ti segue senza farsi vedere, credi sia lontano e invece e’ piu’ vicino di quanto tu possa immaginare, ti osserva, ti scruta, studia il tuo comportamento, comprende la tua anima, le tue paure, le tue gioie, i tuoi dubbi, non lo vedi ma ti accompagna passo dopo passo e solo a volte guardando l’orizzonte riconosci la sua sagoma riflessa nel sole che sta tramontando, piano piano impara a capire se puo’ fidarsi di te e si avvicina solo quando ha la certezza che non lo tradirai sempre pronto a proteggerti in caso di pericolo, a mostrare il suo lato “ feroce “ contro il suo nemico, contro il tuo nemico ….. mai per odio,…ma per istinto di sopravvivenza ….e..io direi ….spesso per Amore. Il Lupo, leale fino al punto di dare la sua vita se si affeziona, amico fedele che in silenzio ti sta vicino ma che divide con te ogni emozione, ti da’ coraggio solo per il fatto che c’e’, ti insegna ad affrontare la solitudine ma anche a vivere nel branco, con lui scopri l’importanza di una corsa libera in mezzo ai boschi, la gioia di rotolarti in un prato, sai apprezzare il cibo che ogni giorno puoi consumare senza dover combattere ogni volta per averlo. Il Lupo ti insegna che la felicita’ spesso sta nel non avere nulla e nel non volere nulla ma possedere ogni cosa in spirito di liberta’…. proprio come lui….il Lupo.


LA DOLCEZZA DEI LUPI


DI NOTTE ATTENTI AL LUPO – Anche nelle emergenze, non fidarsi a volte è meglio.

SE LA MEMORIA è come un archivio nel quale sono catalogate a seconda della qualità, dell'epoca e dell'importanza le esperienze, gli insuccessi, tutte le cose fatte, viste, subìte, riuscite e non riuscite, allora nel mio schedario, sotto la voce "fughe da casa con accattonaggio", esisteva un'impolverata casella, semivuota. Soltanto pochi frammenti, una fuga tentata all'età di otto anni.
Così come certi vuoti restano incolmabili perché riguardano grosse sconfitte, situazioni non recuperabili, affetti perduti, terreni troppo infidi per ricalcarli, altri episodi che ogni tanto la stessa memoria ripropone con quel suo gusto di riciclare le cose passate ti sembra di poterli riesumare, dargli una lustratina e provare a riviverli daccapo, con le ovvie varianti del caso,
Insomma a me era evidentemente rimasta a sonnecchiare, non paga del maldestro tentativo giovanile, questa strana voglia di partire da casa a piedi, verso una destinazione lontana, confidando in quello che avrebbe potuto svilupparsi strada facendo.
Ne parlo in questa sede
motociclistica anche se manca la motocicletta, ma il mio modo di vivere questa avventura è stato identico a quello sperimentato nelle parti difficili di certi viaggi in moto. Ovvero il fine è il medesimo.
E’ diventato così onnipresente e radicato il mio rapporto inconscio con la motocicletta che ha finito col condizionarmi totalmente incorporandomi nella più intima bulloneria.
Per assurdo potrei non aver avuto la moto in certi viaggi in motocicletta e averla avuta in questo viaggio senza moto. lo ero io, la strada la strada; il tipo di solitudine in mezzo alla gente sempre la stessa che conoscevo, il modo di amministrarmi, divertirmi, annoiarmi, pure; il gusto di andare avanti ancora un po' e poi ancora un po', sempre quello.
Quella volta, però, tutto fu un po' più strano, più povero, rallentato, ma pieno di stupori, di pazienza e di una imprevista assurdità.
Verso le sette di sera, a dieci chilometri da una città, vidi una casa colonica circondata da alberi che mi sembrava un buon rifugio per il mio accampamento notturno.
Chiesi al contadino di poter riempire d'acqua la mia borraccia e, se non avesse avuto niente in contrario, anche di pernottare fuori dal recinto della sua casa.
Mi fece bere e riempire la borraccia con un'acqua freschissima e mi accordò il permesso di bivaccare dove avevo chiesto.
Poco più tardi, mentre stavo mangiando, comparve con una bottiglia di vino nero. «Questa se la beva e vedrà che stanotte dormirà bene». Poi mi rivolse qualche domanda. Saputo da dove venivo, mi disse come se niente fosse: «Tempo fa, proprio uno delle sue parti è stato trovato morto sulla strada a pochi chilometri da qui ... »
Quando rimasi solo, rimuginai su questo episodio. Sentii l'agitazione salire, e quel Luogo, che soltanto mezz'ora prima mi era sembrato accogliente e rassicurante, si tramutò come quando da bambini si girano le quinte del teatrino per mutare l'ambientazione nello scenario in cui si sarebbe svolto l'ultimo atto della mia esistenza. Per un po' combattei questa assurdità, poi decisi di ribellarmi coraggiosamente... scappando,
Quell'uomo, con il suo modo di fare equivoco e certi atteggiamenti, lasciava poco spazio all'immaginazione.
Quella bottiglia di vino nero, la configurerei con la mela di Biancaneve. Poi la frase «Se lo beva tutto e vedrà, mi aveva fatto più che immaginare qualcosa di pericoloso e definitivo per me.
Provai la netta sensazione di essere finito in una palude, con poche possibilità di scampo. Ma volli comportarmi i con dignità. Versai a terra alcune boccate di quel vino, resi al mio deluso ospite la bottiglia, radunai di nuovo le mie cose, caricai lo zaino in spalla e dissi che, sentendomi in forma, preferivo fare ancora qualche chilometro.
Sapeste quante volte, a buio ormai fatto, mi sono voltato indietro, quasi mi rincorresse un... lupo.



TUTTO QUELLO CHE OCCORRE SAPERE DEI LUPI:
IL LUPO
Il lupo appartiene alla famiglia dei Canidi. Tra i canidi il lupo è il più grande come dimensioni: lunghezza tra i 145 e i 160 cm, altezza tra i 90 e i 110 cm. Il colore del suo mantello varia a
seconda dell'età e delle stagioni; generalmente grigio-giallastro o marrone-rossiccio. Il lupo presenta una dentatura caratterizzata da canini affilati, lunghi e ricurvi verso l'interno. Questo animale vive al massimo 10 anni di vita in libertà e 17 in cattività. Il peso del lupo varia geograficamente; in media il peso per il lupo eurasiatico è di 38,5 kg, per il lupo nord americano è di 36 kg, per il lupo indiano e il lupo arabo è di 25 kg, anche se - raramente - sono stati identificati, in Alaska e Canada, alcuni esemplari dal peso superiore ai 77 kg.
Un esemplare selvatico, ucciso nel 1939 in Alaska, raggiungeva il peso record di 80 kg.
La fronte è ampia, le mandibole particolarmente robuste e resistenti, gli occhi sono chiari, generalmente di colore diverso e dal taglio leggermente obliquo, le zampe hanno dei piccoli artigli affilati non retrattili. La mascherina facciale di un lupo adulto si estende intorno alle labbra inferiori e superiori ed è di colore bianco-crema, mentre negli individui giovani può essere incompleta oppure scura in prossimità del muso. Le orecchie hanno generalmente un'attaccatura più laterale e sono più lunghe e larghe. Solitamente non le porta mai flosce e calate lungo i lati della testa, bensì le tiene in posizione eretta lungo il profilo della testa. Il pelo ha sempre una colorazione varia che comprende colori dal marrone antracite al marrone chiaro; ma anche nero, beige, bianco o fulvo. Sul dorso la colorazione è beige con punte nere, sulla parte superiore delle zampe anteriori vi è spesso una vistosa striscia nera e infine il torace è quasi sempre marrone chiaro. Molto vorace, appartiene all'ordine dei carnivori ed è classificato nel genere dei superpredatori.

Struttura sociale e caccia
Il branco
La funzione di ogni lupo è organizzata all'interno di un branco, con una struttura sociale fortemente gerarchica.
Il branco è guidato da due individui che stanno alla punta della piramide sociale, il maschio alfa e la femmina alfa. La coppia alfa (di cui solo uno dei due componenti può essere il "capo") possiede più libertà rispetto al resto del branco, anche se i due non sono capi nel senso umano del termine: gli individui alfa non impartiscono ordini agli altri lupi; bensì, possiedono la libertà di scegliere cosa fare, quando farlo, dove andare, quando andare. Il resto del branco, che possiede un forte senso della collettività, solitamente li segue.
Anche se la maggior parte delle coppie alfa è monogama, ci possono essere alcune eccezioni: un individuo alfa può preferire l'accoppiamento con un lupo di importanza minore nella scala sociale, in particolare se possiede legami di parentela molto vicini con l'altro alfa (fratello o sorella, ad esempio). Si è osservato che se un esemplare Alfa muore, il compagno o la compagna spesso non forma una nuova coppia con un altro soggetto, ma rimane da solo a guidare il branco. Tuttavia a volte può succedere che il lupo o la lupa vedova prendano un nuovo compagno.
Solitamente, solo la coppia alfa è in grado di crescere una cucciolata (gli altri lupi del branco possono allevare, ma, di solito, non possiedono le risorse necessarie a portare i cuccioli alla maturità). Questo anche perché, generalmente, il maschio alfa si accoppia con la femmina alfa ed evita che gli altri maschi faccian la stessa cosa, mentre la femmina alfa evita che le altre femmine si accoppino con qualsiasi maschio del branco. Tutti i lupi del branco assistono la crescita dei cuccioli. I piccoli, quando diventano adulti, possono scegliere se rimanere all'interno del branco e aiutare ad allevare i nuovi nati, opzione di solito scelta da alcune femmine, oppure disperdersi, scelta presa in considerazione più che altro dai maschi.
La grandezza del branco può cambiare con il passare del tempo secondo alcuni fattori, come l'habitat, la personalità individuale dei lupi, o la quantità di cibo disponibile. I branchi possono contenere dai 2 ai 20 lupi, sebbene un branco medio contenga circa da 6 a 12 lupi. Un nuovo branco si forma quando un esemplare abbandona il suo branco di nascita e rivendica un suo territorio. I lupi solitari possono viaggiare in cerca di altri individui anche per distanze molto lunghe. Gli individui che si disperdono devono evitare i territori di altri lupi perché gli intrusi su territori già occupati vengono cacciati via o uccisi.

Gerarchia
La gerarchia (guidata dalla coppia alfa) influisce su tutte le attività del branco. Nei branchi più grandi, si possono trovare, oltre a quella principale, altre due gerarchie separate: la prima viene esercitata sui maschi del branco ed è guidata dal maschio alfa, l'altra sulle femmine del branco, ed è governata dalla femmina alfa. In questo caso, il maschio alfa sarà il componente più importante della coppia alfa, sebbene, in alcuni casi, sono state osservate situazioni in cui la femmina alfa abbia preso il controllo dell'intero branco. Le gerarchie del maschio e della femmina sono interdipendenti, e sono costantemente mantenute da complesse e aggressive manifestazioni di predominio e di sottomissione.
Oltre alla coppia alfa, si possono trovare, specialmente nei branchi molto grandi, un lupo o dei lupi beta, un "secondo in comando" rispetto agli alfa. Normalmente, i beta assumono un ruolo più importante nel gruppo aiutando l'allevamento dei nuovi nati, spesso sostituendo i genitori quando la coppia alfa non è presente.
La perdita di grado può essere immediata o graduale. Un lupo più vecchio può semplicemente scegliere di lasciare il proprio posto quando gli si presenta un pretendente motivato, evitando spargimenti di sangue o lotte. Dall'altro lato, però, l'individuo sfidato può scegliere la lotta, che può avere diversi gradi di intensità. Mentre la maggior parte delle aggressioni dei lupi è più che altro ritualizzata, e non prevede danni fisici, uno scontro in cui la posta in gioco è così importante può facilmente risultare in ferite o danni per uno dei due o anche per entrambi. Colui che esce sconfitto da uno scontro del genere viene molto spesso cacciato via dal branco, o addirittura, seppur molto raramente, viene ucciso dagli altri membri del branco come atto di ribellione. Questo tipo di scontro si verifica principalmente durante la stagione degli accoppiamenti.
L'ordine gerarchico all'interno del branco è stabilito e mantenuto attraverso una serie di posizioni e di incontri rituali. I lupi preferiscono opporre un'ostilità psicologica anziché fisica, ciò significa che uno stato molto alto nella scala sociale è basato molto più sulla personalità o sull'atteggiamento, che sulla taglia dell'individuo o sulla sua forza fisica. Il grado sociale, chi lo detiene, e quanto è elevato nella gerarchia varia molto tra branchi e individui. In branchi molto grandi, o in un gruppo di giovani lupi, il grado sociale può mutare costantemente, oppure essere circolare (esempio, lupo A ha il predominio su lupo B, che a sua volta ha predominio su quello C, che ha il controllo su A), o "incrociato" (il lupo A ha il predominio sul lupo B, cha ha il predominio su C, che a sua volta controlla D e quest'ultimo controlla B. Un eventuale E controlla C, e così a seguire...).
In un branco normale, comunque, solo un lupo assume il ruolo di omega (vale a dire il più basso ruolo nella scala sociale del branco). Questi individui subiscono il maggior numero di aggressioni dal resto del branco, e possono essere soggetti a varie forme di crudeltà (a partire dal costante predominio dagli altri membri del branco fino a continue molestie, anche fisiche). Sebbene, dopo un'affrettata analisi, questa disposizione possa sembrare discutibile, la natura dinamica del branco esige che un lupo sia al gradino più basso della scala sociale. Infatti, tali individui sono forse più felici, pur sopportando continue dimostrazioni di forza e di sottomissione, che vivendo da soli. Per i lupi, il cameratismo, non importa in quale forma, è preferibile alla solitudine, e, invero, i lupi sottomessi tendono a scegliere un basso grado nella gerarchia piuttosto che rischiare di morire di fame. Nonostante ciò spesso gli omega osano sfidare la coppia alfa e se questi vengono sconfitti vengono cacciati dal branco. Questi potranno tornare nel branco originario o entrare in un nuovo in una sola maniera: sfidare e sconfiggere una coppia alfa subentrando a essi.Il maschio alfa o qualsiasi altro lupo più importante, dopo aver ferito o aggredito l'omega, puliscono la ferita per evitare che si sporchi portando poi malattie al branco o al sottomesso.
Il ruolo del lupo omega all'interno del gruppo è stato riconsiderato, però, in tempi recenti alla luce di nuove osservazioni. Come scrive Shaun Ellis, uno scienziato divenuto famoso per il suo vivere tra i lupi:
« I lupi omega hanno un ruolo fondamentale per la sopravvivenza del branco. La loro funzione è disinnescare le tensioni che si creano all'interno del gruppo, minimizzando la possibilità che situazioni di conflitto possano indurre i lupi a ferirsi gravemente. A partire dalle due o tre settimane di vita, il cucciolo omega è sempre al centro di continui litigi fra i componenti della cucciolata. Gli individui omega imparano rapidamente come attirare l'attenzione su di loro sia col gioco sia comportandosi come "buffoni di corte" o clown. Con una serie di comportamenti istintivi ma anche appresi, che vanno da particolari posture del corpo a espressioni facciali e vocalizzi, il lupo omega è in grado di calmare la situazione, evitare ferimenti e ripristinare l'armonia.
Spesso il lupo omega è stato definito la "cenerentola" del branco perché ritenuto di basso rango e trattato come tale dagli altri membri. Questa convinzione deriva probabilmente dal fatto che, durante il pasto, gli omega vengono ripetutamente allontanati dalla carcassa. Al contrario, questo comportamento potrebbe essere giustificato dalla necessità di consentire agli individui di rango elevato di cambiare posizione attorno alla preda senza dover combattere con gli altri componenti del branco per poter quindi scegliere le parti e le quantità adeguate alla loro posizione sociale. Lupi affamati potrebbero anche farsi molto male l'un l'altro senza l'intervento degli omega. Una volta che il resto del branco ha terminato il pasto, gli omega vengono ricompensati con il permesso di accedere ad alcuni bocconi pregiati, appositamente tenuti in serbo per loro dai lupi beta. E' quindi probabile che, nonostante le apparenze, gli individui omega abbiano un rango specialistico elevato e godano di grande considerazione all'interno del branco.
L'ululato del lupo omega, con la sua ampia estensione, è il più armonioso tra tutti e anche questa caratteristica, in momenti di tensione, può aiutare a riportare la calma quando i lupi sono sulla difensiva. »

Cooperazione nella caccia e dieta
Un gruppo di lupi attacca un bisonte americano.
I branchi di lupi cacciano in maniera cooperativa qualunque grande erbivoro si trovi nel loro territorio, mentre gli esemplari solitari si limitano di norma alla caccia di prede piccole e medie, nonché di bestiame come pecore, capre e vitelli. È anche vero che ci sono stati casi negli Stati Uniti di lupi isolati che hanno ucciso alci e bovini adulti, approfittando del fatto che questi fossero rallentati dalla neve alta. Lupi isolati, almeno fino a meno di un secolo e mezzo fa, in Italia ed Europa in alcuni casi divennero antropofagi, attaccando e divorando soprattutto donne e bambini, come accadde nei casi di Palazzolo Acreide (Sicilia) alla fine del XVII secolo e a Cusago nel XIX secolo. Tuttavia quei fatti furono eccezionali e oggi il lupo è del tutto inoffensivo per l'uomo. Le tecniche di caccia del branco vanno dall'attacco a sorpresa alle cacce a lungo termine. Attraverso una meticolosa cooperazione, un branco di lupi è capace di inseguire una grande preda per alcune ore prima di arrendersi, sebbene il tasso di successo di questo tipo di caccia sia relativamente basso. Spesso prede dei lupi, se in branco, sono alci, caribù, cervi e altri grandi ungulati. I lupi cacciano anche roditori e piccoli animali, seppure in maniera limitata, poiché un lupo medio necessita per sopravvivere, dai 1,3 ai 4,5 kg di carne al giorno. Ciò non significa che i lupi abbiano la possibilità di mangiare ogni giorno: i lupi di rado mangiano quotidianamente, così, quando ne hanno la possibilità, arrivano ad ingurgitare anche 9 kg di carne.
Quando cacciano prede molto grandi, i lupi attaccano da tutte le direzioni, puntando specialmente al collo ed alle parti laterali dell'animale. Normalmente, le prede sono animali troppo anziani, feriti, o troppo giovani; tuttavia, anche animali sani possono occasionalmente soccombere.

Habitat
L'habitat preferito dal lupo è caratterizzato da aree di pianura, foreste montane e radure. Oggi è diffuso soprattutto nelle regioni più remote dell'emisfero boreale.
Un lupo ha mediamente un territorio di caccia di 100 km².
Per trovare cibo a sufficienza in un territorio inospitale o deserto, un branco può arrivare ad occupare un territorio di 2500 km².

Distribuzione
Un tempo era diffuso in tutto l'emisfero boreale a nord del 15º parallelo. Ora è drasticamente ridotto di numero negli Stati Uniti e in Europa.
Negli Stati Uniti il lupo era sopravvissuto soltanto in Minnesota e Alaska (dove però si può cacciare dal 1º ottobre al 30 aprile). Il lupo è tutelato dalle leggi degli Stati Uniti in tutto il territorio (esclusa ovviamente l'Alaska). Grazie a una serie campagne di reintroduzione effettuate anni fa, il lupo è tornato in vari stati, come Wyoming, Idaho e Montana, e in queste aree sta aumentando di molto il suo numero, già superiore a diverse migliaia.

La presenza del lupo in Italia ha toccato il suo punto più basso agli inizi degli anni '70. Una stima indicava che la popolazione si era ridotta a un centinaio di lupi, concentrati sui monti dell'Abruzzo e della Calabria. Grazie alle leggi di protezione, il numero dei lupi è lentamente cresciuto, e stime recenti lo calcolano in circa 800-1000 esemplari, distribuiti lungo tutto l’Appennino, dall'Aspromonte fino alle Alpi Marittime, con presenze anche sui preappennini laziali e nella Toscana centro-meridionale. A nord il lupo è tornato sulle Alpi Occidentali, sconfinando sui massicci alpini francesi e svizzeri.

Filogenesi
È probabile che gli antenati dei carnivori attuali, di cui fa parte il lupo, appartenessero al gruppo dei Creodonti, un gruppo di Mammiferi carnivori sviluppatosi durante il Cretaceo superiore ed estintosi nel Miocene (da 26 a 5,2 milioni d'anni fa); tale gruppo si diffuse in tutto il mondo tranne che in America meridionale e Australia.
I Creodonti presentavano una morfologia simile a quella degli attuali carnivori, ma possedevano teste più grosse e cervelli più piccoli in relazione alla grandezza del corpo. Il genere più diffuso di Creodonti era Hyaenodon che si sviluppò durante l'Eocene e visse fino al Miocene superiore occupando la terra oltre trenta milioni d'anni fa. I veri Carnivori, anch'essi comparsi nell'Eocene, erano dapprima piuttosto piccoli. Una famiglia di tale gruppo era composta dai Miacidi. Il genere Miacis viveva nell'America settentrionale 40 milioni d'anni fa; visse nell'Eocene (da 54 a 37 milioni d'anni fa) e si suppone che tali animali fossero di abitudini prevalentemente arboricole, ma che possedessero già zampe allungate ed i caratteristici denti ferini. Alcuni milioni d'anni fa, dopo il differenziamento degli Ursidi e Procionidi, compaiono dal ramo comune (20-25 milioni d'anni fa) in successione abbastanza rapida, il Cynodictis, il Cynodesmus, il Tomarctus (del quale restano solo alcuni crani e denti e le cui zampe, secondo i paleontologi, erano molto simili a quelle del lupo attuale, dei cani e delle volpi), il Canis donnezani, risalente a circa tre milioni d'anni fa e vivente in Europa occidentale. Un particolare ramo evolutivo era costituito dall'Hesperocyon, simile alla genetta, con lunga coda e arti digitigradi, in grado d'arrampicarsi sugli alberi. Quest'ultimo era forse il più veloce tra i Canidi. La sua dieta si basava su insetti, frutta e piccoli Mammiferi. Viveva nell'America settentrionale. Il Canis donnezani e il Tomarctus erano, tra tutti gli animali citati, quelli geneticamente più vicini all'odierna famiglia dei Canidi.
Verso la fine dell'Eocene e durante i successivi periodi dell'Oligocene e Miocene (da 38 a 5,2 milioni d'anni fa) questi primi carnivori prosperarono adattandosi ai mutamenti climatici, vegetazionali ed alla disponibilità di prede. Tra il Miocene ed il Pliocene le estese praterie eurasiatiche rappresentarono l'habitat favorevole per la differenziazione e la diffusione degli Ungulati e quindi di nuove modalità di sopravvivenza legate alla caccia da parte dei primi Mammiferi carnivori. Durante l'Oligocene (34 milioni d'anni fa), a partire dall'Hesperocyon, si originarono delle linee evolutive che nella maggioranza dei casi s'estinsero, tuttavia riuscì ad adattarsi e ad affermarsi il ramo che, passando per il Leptocyon, condusse ai Canidi moderni. Risale al Pleistocene (2 milioni d'anni fa) una delle prime creature con sembianze simili al lupo: era il Canis dirus. Lungo oltre 1,6 metri e pesante mediamente circa 80–90 kg, il Canis dirus, più grande rispetto al lupo attuale, aveva una testa più grande, zampe più robuste, denti più massicci (Mech, 1970).

Sottospecie
Distribuzione delle principali sottospecie di lupo
Lupo del Messico (Canis lupus baileyi)
La specie lupo è suddivisa in 13 sottospecie, differenti a seconda di caratteristiche fenotipiche, genetiche e comportamentali:
Lupo europeo (Canis lupus lupus), è la sottospecie più diffusa in Europa e in Asia, presente dalla Scandinavia all'Himalaya.
Lupo appenninico (Canis lupus italicus), presente nella Penisola italiana e in regime di protezione legale dal 1992, anno in cui è stato dichiarato "specie particolarmente protetta".
Lupo della tundra d'Eurasia (Canis lupus albus), presente nel nord della Russia e della Siberia, di colore chiaro.
Lupo dei boschi o lupo del Canada (Canis lupus lycaon), presente in Canada e Stati Uniti, fu la prima sottospecie a essere identificata in America Settentrionale.
Lupo del Nebraska (Canis lupus nubilus), presente nelle Montagne Rocciose, in Canada e in Alaska, cacciato legalmente in parte del territorio canadese.
Lupo del Messico (Canis lupus baileyi), presente in Messico e in parte del Texas e dell'Arizona; è stato reintrodotto in Arizona a partire dal 1998, attualmente la popolazione allo stato selvaggio è di 35-50 individui.
Lupo bianco (Canis lupus arctos), presente in Groenlandia e in Canada, dal tipico manto bianco o crema.
Canis lupus arabs, con popolazione in declino, presente in Arabia Saudita, Yemen e Oman.
Canis lupus cubanensis, con popolazione in declino, presente tra il Mar Caspio e il Mar Nero.
Canis lupus lupaster, piccola sottospecie dell'Africa settentrionale.
Canis lupus hattai †, estinto dal 1889 nell'isola giapponese di Hokkaido.
Canis lupus hodophilax †, estinto dal 1905 nelle isole giapponesi di Honshu, Shikoku e Kyushu.
Canis lupus pallipes, presente in Medio Oriente, Afghanistan, Pakistan e India.
Canis lupus occidentalis, presente in Alaska e in Canada, è stata la sottospecie oggetto del programma di reintroduzione iniziato nel 1995 nel Parco Nazionale di Yellowstone, è la sottospecie più grande.
Canis lupus communis, presente in Russia centrale, in declino ma cacciato legalmente.




....perché quando corri nel vento non puoi essere che vento....

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NEWS!!!......Ho conosciuto una persona speciale che ha dentro di sè l'anima del Lupo!

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Il lupo sazio e la pecora.
(Fedro)
C’era una volta un lupo che dopo aver mangiato a crepapelle vide in lontananza una pecorella lunga distesa per terra…..Man mano che si avvicinava alla pecora, il lupo si accorse che questa era svenuta, o aveva fatto finta, perché aveva paura di lui………Il lupo allora, cercando di rassicurarla, soprattutto perché aveva già mangiato a sazietà, le fece coraggio promettendole che se avesse fatto immediatamente tre affermazioni sincere, l’avrebbe lasciata libera….Questa senza lasciarsi pregare due volte cominciò così ad esternare: "Prima di tutto, caro lupo, non ti avrei mai voluto incontrare; secondo, se proprio avessi dovuto incontrarti avrei preferito tu fossi stato almeno cieco; terzo, auguro a tutti voi lupi malvagi la più straziante delle morti, perché, pur senza subire torti da parte nostra, ci continuate a fare la guerra. A queste parole così sincere, il lupo, lasciò libera la povera pecorella…..
Riporto questa fiaba di Fedro in quando credo sia l’unica che ci descrive un lupo un po’ più comprensivo….certo, una ragione c’è : è sazio ! Fedro stesso ne scrisse un’altra in cui il lupo si pappò l’agnello, solo perché aveva bevuto dalla sua stessa fonte… e siamo nel VII sec. A C….ma se continuiamo.. la situazione dei poveri lupi non migliora… Grimm, La Fontane, non è che ne fossero degli estimatori ! Non parliamo poi del buio Medioevo… E che dire di quelle espressioni… “ Lupus in fabula”… : si usa al sopraggiungere improvviso di una persona nel momento in cui se ne sta parlando, ma sembra che l'espressione potrebbe derivare dalla credenza di certe culture secondo il quale il solo nominare il lupo equivarrebbe ad evocarlo… Ed ancora “ In bocca al Lupo”.. che si usa come un augurio…ma…Il Tommaseo registra un "mandarla in bocca al lupo" per dire mandare una ragazza a perdersi. In senso figurato "lupo" significa infatti nemico, cosa ostile. Perciò l'espressione "in bocca al lupo", in senso figurato, nasce come frase scaramantica rivolta a chi si accinge a una prova rischiosa e la risposta è - sempre in chiave scaramantica - appunto "crepi il lupo", cioè il nemico, la cosa ostile sia sconfitta…..Meno male poi che nel corso degli anni è arrivato Lupo de Lupis (il Lupo tanto buonino di Hanna e Barbera)… e il simpatico Lupo Alberto, e il Lupoide sempre sconfitto da Bee Beep…ed ancora “Balla con i lupi”…...Insomma: ANCHE I LUPI HANNO UN CUORE........Ma Attenzione a NON abusarne!.....Sono molto astuti e NON temono nulla!....
 
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