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Immagini ed emozioni dal cuore di un Lupo.
:: EPISTOLE AFRICANE | | visite 438151 dal 24/03/2005 (oggi 15)

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SABRINA un Amore in Viaggio. Un Viaggio d'Amore
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AYAS
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NAIROBI - 8 Novembre
Sono qui già da qualche giorno ma sono ancora frastornato; anche se in luoghi conosciuti, mi sento un poco a disagio. Improvvisamente mi ritrovo in questo nuovo "mondo" e mi pare di vivere un sogno strano e pieno di sensazioni confuse ed indescrivibili. La quotidiana vita italiana che mi rende così vivo, ma anche sofferente, mi è rimasta talmente dentro che faccio fatica a liberarmene. Altri ritmi, altra gente, mentalità, clima. A proposito qui ora siamo nella stagione delle piogge: ogni giorno nuvole e pioggia, con una temperatura che si avvicina alla nostra primavera. Aria limpida, pulita, leggera e colori molto intensi.
Sono ancora in una specie di acclimatamento e per ora nulla di particolarmente impegnativo a parte qualche corsa in città. Non so cosa mi attenderà nelle prossime settimane. Questa incertezza, così comune in Africa, mi travolge e mi lascia insicuro. Mi sento triste e un po’ solo. Mi manchi. Mi mancano i tuoi sguardi silenziosi, gli incontrollabili slanci di affetto, i sospiri!.........................................
Un abbraccio!.............


NAIROBI - 1 Dicembre
Sono le 22,45 e sta piovendo, come quasi ogni notte da quando sono arrivato.
Qui è molto strano, la sensazione del tempo sembra irreale.
Sto lavorando parecchio con riparazioni continue d’ogni genere: acqua, luce, gas, auto, camion, attrezzature sanitarie, elettrodomestici, pannelli solari ecc. Ogni giorno nasce un problema nuovo. In ogni caso mi stupisco da solo perché riesco sempre a cavarmela egregiamente nonostante la scarsa qualità dei materiali e degli strumenti disponibili. Per ora sono ancora qui, ma appena mi sarà disponibile il fuoristrada, mi trasferirò in piena savana, molto probabilmente dopo Natale.
Sono indaffaratissimo, immerso nel fascino e nelle meraviglie dell’Africa, sono contentissimo di essere qui, ma qualche volta mi sento solo. Sto qui volentieri, ma non mi sento certo lo “spirito” missionario. Per questo mi sento escluso da quella “complicità” che unisce queste persone. Mi rendo conto che essere un buon missionario qui, è molto, molto difficile; è un modo di dare pieno e completo, senza ricompensa alcuna. Penso che solo una grande, enorme fede riesca a sostenere il peso della fatica di questi missionari, che, in ogni caso restano uomini con tutti i loro limiti e quindi spesso anche loro escono dai “binari”.
E’ una lotta continua, accettare l’Africa e gli Africani, e per uno con il “Mal d’Africa” è un doveroso senso di rispetto, di Amore, ma nei problemi di ogni giorno è una fatica immane.
Sono convinto che l’esperienza che sto vivendo è unica e straordinaria, ma sono altresì certo che non sarò mai un missionario, la mia fede non è così grande. Io ho bisogno di gratifiche quotidiane tangibili, morali e materiali; attingo la mia forza nel vedere e nel sentire che ciò che faccio è concreto, è giusto, è fatto bene, è bello, è mio. Il mio contributo qui è molto indiretto, nel senso che al momento non ho rapporti immediati con la gente Africana. Mi autoconvinco che quello che faccio è in ogni caso indispensabile e importante per la funzionalità di tutto il complesso e per alleviare fatiche e frustrazioni alla gente che è qui per donare la loro vita.
Tuttavia mi manca qualcosa. Sicuramente la condivisione del tutto.
Nel buio delle notti Africane, i pensieri e le riflessioni arrivano spontanei come in nessun altro luogo al mondo.
Ogni volta esploro profondamente per cercare di conoscere, di capire tutto quello che c’è dentro di noi. Chi siamo, cosa vogliamo, cosa ci aspetta. Perché.
Mi piaci molto.
Mi piace non pensare a niente, abbandonarmi nella tua scia e cullarmi nei tuoi sguardi pieni d’Amore.
Sarebbe bello fermarsi qui. Eppure occorre andare oltre e vedere quanto siamo differenti, quante piccole e grandi cose ci rendono diversi.
Quando ti ho conosciuto ero decisamente straconvinto che fossimo due pianeti troppo distanti e che non ci sarebbe mai stata un’orbita in comune.
Poi lentamente mi sei entrata dentro, e questo ha iniziato a demolire il muro delle mie convinzioni.
Ne rimangono ancora molte, come molti sono i dubbi.
Tanti, troppi errori nella mia vita per superare tutto in un attimo. Non sopporto gli sbagli. Detesto i fallimenti che mi annientano e mi lasciano vuoto e vulnerabile, e con cicatrici profonde che mi tolgono ogni speranza di ricominciare.
Rischiare vuol dire vivere, ed io da sempre ho amato il rischio. Ora non me la sento più, non me lo posso permettere, non avrei più la forza per rialzarmi e nemmeno il tempo per ripartire.
Molto spesso ho sopravvalutato le mie possibilità. Sono sempre stato uno che si butta, che entra con decisione e convinzione nelle cose che fa. La forza dell’Amore?
E’ vero, è grande, fa miracoli e soprattutto rende vivi!
Una vita in due non è fatta solo di amore, ma anche di tante, tantissime grandi e piccole cose e sono sempre quest’ultime che possono distruggerlo o renderlo eterno.
Sicuramente per conoscere, capire, capirci, ci vuole pazienza e tempo.
Chissà, non è detto, che sia giusto o meno, magari è possibile trasformare due pianeti in uno.
Per ora non so che dire e che pensare. Di sicuro vedo solo una gran paura. La Tua e la mia.
Un abbraccio.


NAIROBI - 20 Dicembre
In questo clima di apparente “isolamento”, lontano migliaia di chilometri dal mio Paese, dalla mia gente, dal mio mondo, i pensieri mi scorrono dentro ora un po’ tristi, ora un po’ nostalgici.
Una lettera, una telefonata, una voce, qualche notizia, sono un piccolo e piacevole schiaffo che accantona in un angolino questo pugno di malinconiche sensazioni.
Ieri mi hanno telefonato anche da casa: pare che sia stata venduta la mia auto, e in fondo un poco mi spiace, fedele “compagna” di viaggi ed avventure di una piccola parte della mia insolita vita. Altra telefonata anche questa sera dai “dirigenti” dell’associazione, ufficialmente per gli Auguri di Natale, ma, credo, molto più preoccupati di doversi cercare un altro “capo” per la casa di soggiorno.
Qui l'ospitalità è eccezzionale, c’è sempre qualcuno che arriva, si ferma per un'ora, un pranzo, un giorno, o una settimana e poi se ne va.
Problemi, e difficoltà di ogni genere a volte portano inevitabili discussioni.
Per quanto mi riguarda penso proprio di avere bisogno di un po’ di svago, o quanto meno di uscire da questa routine a volte un pò "opprimente". Non vedo l’ora di trasferirmi alle falde del Kilimanjaro.
Però non è così tragica come può sembrare, ci sono anche gli aspetti positivi: certe ragazze africane sono uno splendore, con un sorriso bianchissimo, sguardo profondo, seducente e malizioso, profumo acuto, pungente, intrigante. Ma sono rare! E poi con tutti questi missionari attorno………!?
Sempre tenerissimi sono invece i bimbi, con quegli occhi espressivi e profondi, che ti fissano curiosi, sofferenti ed impauriti.
Poi c’è il tempo: il mattino fin verso le 10 – 11 rimane nuvoloso e fresco, poi variabile fino a sera con prevalenza di sole e temperatura sui 25 – 28 gradi. Serata con le stelle e la notte quasi sempre con pioggia e temporali che conciliano le riflessioni ed accentuano l’intensità delle emozioni. Aiuta a pensare, a capire, a vedere meglio il mondo che è fuori e dentro di me.
Manca qualche giorno al Natale, ma non si sente certo il “clima. Ci si rende conto solo dai biglietti d’auguri, le scuole chiuse, ed il calo del ritmo d’ogni attività. Strana sensazione quella della caotica metropoli NAIROBI, con le luminarie, gli addobbi e le vetrine colorate con gli auguri di Natale, e 30° di temperatura. Tutto il resto rimane invariato.
Rammento i miei periodi di Natale, dove la maggior parte di essi erano sempre tristi. Tutta quella gente affrettata, smaniosa, indecisa, affannata per gli acquisti e i regali. Il rito degli auguri, i bigliettini, i saluti, i baci, gli abbracci. Tanta forma e poca sostanza! Ma forse era solo il riflesso alla mia insoddisfazione e del mio errato rapporto con il mondo e con me stesso? Chissà: forse.
Come mi sento ora? Certamente diverso appagato, sereno, contento, lieto delle mie scelte ed ora…decisamente meno solo! Irripetibili le emozioni dei Natali infantili, con tantissima neve e il gelo. Immerso nel caldo avvolgente tepore di casa in un distensivo e sereno clima familiare.
Un bellissimo nuovo anno per una bellissima come Te!


NAIROBI - 1 Gennaio ore 2.15
Mia Carissima.
Un bacione di Buon Anno!
In questo momento starete brindando in un vortice d’allegria! Non mi vedete, ma io sono lì con voi, accanto a Te!
E’ bellissimo vero? Spero vivamente che tu sia serena e gioiosa. Nery in questo periodo è proprio straordinario vero? Vale proprio la pena di non perdere nemmeno un minuto dormendo.
Per me qui è un ultimo dell’anno insolito e da ricordare per tutta la vita: alle 21 nel reparto maternità è nata una bellissima bimba. La giovanissima madre, in gravi condizioni per complicazioni post parto, ho dovuto trasportarla con estrema urgenza al “tristissimo” ospedale della capitale. Ore di trepidante attesa trascorse sdraiato sul tettuccio dell'ambulanza ad osservare il cielo stellato! Ma si salverà!
Sono ritornato alle 24, giusto in tempo per brindare con una camomilla ed una partita a scopa.
La notte è “fredda”, nel cielo sta passando una comèta! La seguo e in un attimo sono lì!
Buon anno!


NAIROBI – 15 Gennaio
La stagione delle piogge si sta prolungando più del dovuto, sta piovendo veramente troppo. Ogni giorno ed ogni notte, dall’inizio dell’anno, continua a scendere acqua; fango e pozzanghere ovunque. Se poi si capita per strada o in città durante queste piogge torrenziali, è un disastro e una meraviglia, tutto allagato e intasato, con ingorghi giganteschi. Tutto da ridere e da vedere. Rain woman questo è il tuo posto! Fa sempre freschino: pensa la notte si dorme volentieri con due coperte! Che dormite! Manchi proprio tu, ma allora sarebbe impossibile dormire…..
Questo tempo contribuisce a ritardare il mio trasferimento. Anche se il tempo è sicuramente l’ultimo dei problemi. Mi sembra di capire bene che qui comunque è tutto un casìno e mi chiedo come faccio a resistere. Evidentemente mi sto adattando molto bene. Ho imparato a non prendermela molto, ad essere spettatore e buon esecutore anche se mi costa parecchio. La delusione c’è perché ora la sostanza è molto evidente e ben diversa dall’impressione da “paradiso terrestre” che s’intravedeva molti mesi fa. Ci sono molte cose egregie che fanno onore a queste persone, ma spesso mi sembra che la fragilità umana e l’impreparazione siano un imperativo. Non so se sono io che pretendo troppo e magari mi scordo che qui è tutto un altro mondo e forse fatico parecchio ad adattarmi completamente a questo modo di pensare e di agire intriso di contraddizioni ed incoerenza. Credo di aver proprio bisogno di evadere; sono poco più di due mesi che sono qui ma l’ambiente mi sta stretto e mi rende decisamente sofferente. Non vedo l’ora di trasferirmi in Amboseli, dove il Kilimanjaro sembra quasi di toccarlo, dove tutto è ancora incontaminato e le contraddizioni spero che non siano così evidenti, dure e quasi violente. Forse la prossima settimana è la volta buona. Ho bisogno d’aria nuova.
Le ragazze africane vanno pazze per i capelli lunghi (ed anche qualche maschietto italiano..) ma per loro è un grosso problema perché in natura sono tutte come…Branduardi, eppure le escogitano tutte per una capigliatura “alla moda” occidentale, con risultati assai discutibili. Eppure a mio avviso la soluzione più graziosa è quella di allungarsi i capelli con le treccine e devo dire che il risultato è sempre decisamente interessante!…..
Sotto la pioggia, camminando fra le caotiche e lussuose vie della città, incontro spesso delle affascinanti bellezze locali che mi strappano un evidente sguardo interessato. Non so se è la pelle bianca, i capelli grigi alle tempie, lo sguardo magnetico o il fascino di un barbuto italiano, ma noto con piacere che tale interesse è molto gradito!
Mi ritrovo a sorridere pensando a quanti “appassionanti” baci dovrei dare se seguissi un tuo consiglio di non troppo tempo fa.
Un “caldo” abbraccio.


AMBOSELI – 26 Gennaio
“Immagini di libertà sconfinata, di vasti orizzonti, di tramonti infuocati, e d’altipiani verdi coperti di mandrie di animali selvatici.”
Finalmente sono qui, in quest’angolo di paradiso terrestre. Dopo innumerevoli peripezie ed avventure durate ben 5 giorni, siamo riusciti ad arrivare. Le piogge avevano impedito ogni accesso per parecchio tempo. Il paesaggio è splendido. La calda, secca, arida savana, ora si è trasformata in un verde lussureggiante popolatissimo d’innumerevoli specie d’animali e dalla tribù di fieri, bellissimi e colorati Maasai.
Ogni mattina il risveglio è allietato da un inebriante profumo…. “d’Africa” che ti entra dentro insieme alla splendida vista del maestoso ed imponente Kilimanjaro. Alcune costruzioni sono ancora in corso ed è impossibile prevederne la fine, il lavoro da fare è ancora parecchio ed il tempo qui è tutto relativo. Personalmente prevedo tempi lunghi.
Per il resto, l’impressione è estremamente positiva, con persone squisite ed ambiente sereno. Se tutto va bene spero di rimanere per parecchio tempo.
Ti penso.


AMBOSELI – 15 Febbraio
“Attraverso la coltre di rami filigranati di foglie piumose, il cielo blu dell’Africa splende impassibili. Pensieri e ricordi arrivano insieme affollandosi come gazzelle”…
Ciao Bellissima!
Sono appena ritornato dopo una intensa settimana trascorsa nella città.
Ti stai conoscendo? Stai cambiando? Ti comprendo perché sta accadendo anche a me.
Credo che sia il risultato di certe prove e di certe scelte. Tutto non è mai fine a se stesso, anche se sempre non è chiaro, ma l’importante è viverle, le scelte, senza troppa ansia e poi le nuvole rimaste spariranno da sole.
Spero per te di non essere una nuvola troppo buia; sono cosciente che non ti sto rendendo la vita facile ma non è certamente intenzionale e cerco comunque di essere il più chiaro e trasparente possibile. Penso comunque che le avversità, le esperienze che lasciano il segno, la “vita dura”, siano molto costruttive e indispensabili per crescere.
La vita facile non è per le persone….insolite! Il troppo facile, il tutto e subito, sarà anche gradevole, ma non funziona ed il prezzo spesso è molto più alto.
Non so se riuscirò a soddisfare il tuo desiderio di scriverti con più frequenza, non certo per mancanza di volontà, ma il più vicino ufficio postale si trova a circa 65 chilometri di pista, e non sempre capita di essere da quelle parti.
Equivalgono a circa due ore di fuoristrada, sempre che non piova ed il fiume sia guadabile; basta pochissima pioggia e la pista diventa una trappola di fango. Ti assicuro, i primi giorni, ho vissuto avventure che non scorderò mai!
I Maasai sono completamente diversi dal resto della popolazione che ho conosciuto finora. Fieri e dignitosi. Non vengono solo a chiedere, ma anche a dare. Pur fra mille “problemi” sono ospitali e generosi e vivono con una straordinaria gioia per la vita.
Con loro non mi sento un uomo bianco, un intruso, un estraneo invadente. Non sono io a dare: sono loro! Io mi sento un “povero”! E mi sento bene! Anzi sto benissimo! Perfettamente adattato a questo “clima”, in questa splendida natura così selvaggia quanto meravigliosa.
In queste sensazioni, a volte mi chiedo che diritto abbiamo, noi bianchi, di insediarci qui con tutte le nostre contraddizioni, i controsensi, le ipocrisie, ad “inquinare” e col tempo a distruggere un popolo straordinario che esiste da millenni e che vive serenamente in armonia con sé stessi, la natura e ….le mosche.
Ti penso sempre.


AMBOSELI - 4 Aprile
Sono rientrato da poco, dopo dieci giorni trascorsi nella capitale. Per qualche giorno sono stato paziente di un ospedale molto carino…….Ci voleva anche questa per completare il quadro di esperienze. Un bel pomeriggio mi ritrovo con dei dolori allucinanti: colica renale. Un’ora d’inferno! E’ tutto finito quando arrivo alla clinica. Visite, esami, radiografie, ecografie, pastiglie, punture, flebo. Niente di grave: solo la conseguenza di una trascurata e prolungata disidratazione così mi dimettono presto; con quello che costa è meglio così. Ma che peccato, ci stavo proprio bene, sembrava un hotel; tutti molto bravi e professionali e con eccezionali infermiere africane che sono proprio uno schianto……
Da circa un mese sta facendo veramente troppo caldo, non piove più e lentamente sta seccando tutto (me compreso). Soffro un poco, specialmente perché con questo caldo non riesco a combinare molto.
In questo tempo ho avuto modo di conoscere a fondo le persone che sono qui e debbo dire che sono straordinarie.
Hanno un grandissimo spirito altruistico, con dedizione e disponibilità assoluta vivono e lavorano giorno e notte in mezzo alla gente, ai Maasai. Un rispetto, una accettazione, un amore profondo e vero, senza riserve.
Ipocrisie e contraddizioni sono quasi inesistenti e per tutto il resto domina sempre il buon senso. Anch’io ho la possibilità di seguirli spesso e quindi di entrare direttamente a contatto con i Maasai e la loro vita, e di conoscerli meglio. Sono speciali e mi piacciono molto.
A presto.
Un forte abbraccio.


 
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