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Immagini ed emozioni dal cuore di un Lupo.
:: LAVORO: TUTTO QUELLO CHE..... | | visite 427798 dal 24/03/2005 (oggi 54)

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01/01/2016
L'APPARENZA INGANNA ANCHE AL RISTORANTE!.....
Come scegliere un buon Ristorante? Aiuterà molto pensare e riflettere a quanto possa accadere dietro le quinte di un locale dove regna un finto "Buonismo". Insomma TUTTO quello che un cliente non potrà mai vedere, sapere, immaginare.


Esporremo esperienze presumibilmente VERE e "molto" interessanti, "carpite" da veri clienti e dal personale di chi ci lavora. Da questo emerge in modo fin troppo evidente che troppo spesso l'apparenza inganna e la sostanza ancor più del conto. Scoprire quanto sia semplice e facile scovare gli scheletri nell'armadio e le disdicevoli bassezze di un ingenuo, quanto orgoglioso "Ristoratore" che si è fatto dal nulla. O forse si è solo fatto, perchè per una manciata di euro ( o di sciocco orgoglio) rischia molto più di quanto egli possa mai immaginare. Alla faccia della qualità, del buon senso, di tutte le normative, leggi, e leggine che dovrebbero salvaguardare il benessere e le esigenze dei clienti ma sopratutto i diritti, la salute, la sicurezza e la dignità dei lavoratori; alla faccia del No al Mobbing, il Sindacato, la Forestale, INAIL, INPS, USL, Ufficio di Igiene, GdF, Ispettorato del Lavoro, e non solo. La metodica precisione nonchè casuale quanto opportuna passione di alcuni dipendenti per i dispositivi elettronici della tecnologia moderna, aiuta ad aprire certi armadi ed impedire a certi personaggi, di NON raccontare tante storie solo per il gusto di farlo.....E quì, oltre che supportare gli inquirenti del caso, media e/o trasmissioni come striscia la notizia avrebbero già del corposo materiale per un servizio veramente speciale..............

PERCHE' IL MALE TRIONFI E' SUFFICIENTE CHE I BUONI RINUNCINO ALL'AZIONE!

( Edmund Burke)



Iniziamo con evidenziare un problemimo INAIL e ricordiamo all'Ente che DEVE far rispettare SEMPRE le adeguate procedure e relative sanzioni prescritte! Se non lo fanno, come minimo incorrono in omissioni di atti di ufficio ed oltre al ministero competente, potrebbe provvedere anche la Procura e qualche Giudice specifico!... Ai Datori di lavoro "furbetti" (che fingono di "perdersi" documenti importanti o addirittura ne negano l'esistenza) rammentiamo che le sanzioni sono molto pesanti con quel che ne consegue. ( L'eventualità di trovarsi una sanzione MEGA, con ovvii quanto cospicui ed ulteriori interessi di mora.....è reale e rischioso!)
Un esempio concreto di quanto accade spesso: la denuncia di infortunio deve sempre essere presentata all'INAIL competente dal DATORE di LAVORO (indipendentemente da ogni valutazione personale di quest'ultimo), entro due giorni da quello in cui ha ricevuto il primo certificato medico con prognosi che comporta astensione dal lavoro superiore a tre giorni e senza eludere le indicazioni dei propri consulenti nel rispettare alla lettera quanto segue:
Per gli infortuni con prognosi superiore a 3 giorni, IL DATORE DI LAVORO deve inviare, entro due giorni, copia della denuncia all'Autorità locale di P.S. del luogo dove è avvenuto l'infortunio. Nei comuni in cui mancano gli uffici della Polizia di Stato (Commissariato o Questura), la denuncia d'infortunio deve essere presentata al Sindaco (art. 54, D.P.R. n. 1124/1965). Per tale adempimento occorre compilare il quadro presente sulla copia da presentare alla Pubblica Sicurezza e su quella per il datore di lavoro.
In caso di denuncia mancata, tardiva, inesatta oppure incompleta è prevista l'applicazione di una sanzione amministrativa da € 516,46 a € 1.549,37 (D.P.R. n. 1124/1965, art. 53 e L. 561/1993, art. 2, comma 1, lett. B). Per le violazioni contestate a partire dal 1° gennaio 2007 è prevista la quintuplicazione delle sanzioni amministrative (art. 1 comma 1177 della legge finanziaria 2007 ).

Per tali ipotesi i nuovi importi sono i seguenti:
denuncia mancante , tardiva , inesatta o incompleta da euro 2.580,00 a euro 7.745,00



Come già espresso più volte in questa sezione, si riconosce un ottimo ed efficiente IMPRENDITORE colui che ha le capacità di produrre e pensare SOLO ai vantaggiosi interessi aziendali e personali, e di valutare adeguatamente i costi-benefici di numerose scelte. Spendere 3 per risparmiare 1 lo comprendono anche i bambini che NON serve assolutamente a nulla. Conoscere le persone ed il personale operativo NON per MOBBIZZARLE, sfruttarle ed ingannarle ma per utilizzarne in modo proficuo le ottimali capacità di ognuno. Non servono a nulla le promesse, le belle e buone parole contraddette dai fatti. Accusare il mondo e i dipendenti dei propri costosi errori manageriali non risolve nulla. I classici discorsetti del tipo: " siamo una squadra" oppure "siamo una grande famiglia e ci aiutiamo a vicenda"... non incantano nessuno se il leader o presunto tale non ha le palle per dimostrarlo con i fatti, ed ai buoni propositi risponde invece delegando a un disonesto direttore, oppure con atteggiamenti autoritari e mobbizzanti, promesse disattese e comportamenti infantili quanto irresponsabili senza premiare impegno e professionalità. La stima và conquistata e pensare di comprarla con ogni mezzo, o dispensare "bacetti" è un errore banalissimo. Il buon senso l'intelligenza e le capacità di un discreto IMPRENDITORE devono sempre prevalere sulle problematiche personali, le prese di posizioni assurde rinforzate da cocciutaggine ed orgoglio potranno solo peggiorargli le cose ed aumentarne i problemi. Pur vero che nessuno è indispensabile, ma è errato e costoso puntare tutto sul proprio orgoglio e presunzione. Mai sottovalutare le potenzialità delle persone, specie quelle che sembrano deboli e fragili: costoro messe alle strette, NON hanno nulla da perdere e creano reazioni imprevedibili, con altissimi rischi e relativi costi. Un uomo che si è fatto dal niente, dovrebbe avere la capacità ed il buon senso di comprendere agevolmente che rifiutare in modo ostinato una retribuzione dovuta, usando una banalissima scusa appesa al filo dell'autorità è una cazzata rischiosa ed insensata. Basta una palla......di neve per innescare una valanga. L'errore più umano è l'estrema difficoltà nel capire dove passa quel sottilissimo filo che divide la fortuna dalla capacità. La presunzione è micidiale e la valanga quando parte non salva nessuno....
(.....Messaggio per Ciro: l'ICEBERG è in attesa ed il TITANIC non ha scampo ! Ripeto: il TITANIC sta per affondare......)

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COME UN ICEBERG, QUELLO CHE NON SI VEDE è ENORME e PERICOLOSO!!!!

Lunedì 4 Agosto:
Si prospetta una bella giornata di sole. Dopo 15 giorni di ferie trascorse serenamente sono tranquilla, contenta, euforica. Alle ore 18.00 sarei rientrata spontaneamente al lavoro nella cucina del ristorante con un giorno di anticipo offrendo un favore richiestomi personalmente dalla mia collega Danj che necessitava di supporto. Alle ore 11,30 circa, mia sorella mi mette al corrente del serio malessere della mia anziana madre. Ne consegue una seria preoccupazione poiché ha rischiato la vita causa una errata prescrizione di un farmaco. Segue comunicazione telefonica con mia madre, e mi risponde piangendo che si trova in Ospedale di Barletta (BA) per le cure e gli accertamenti del caso. Ovviamente per tutto il resto della giornata i miei pensieri principali erano rivolti alle sue condizioni. Ore 15:30, con la mia auto, come sempre, recupero la collega di lavoro Danj per arrivare puntuali al ristorante alle 16:00 anticipando spontaneamente di due ore l’orario consueto.Solo noi e nessun altro, in quel ristorante, per lavorare alla preparazione delle pietanze di un insolito buffet in programma per la sera stessa; preparando il tutto in modo meticoloso e quasi perfetto. Durante il lavoro, per allontanare i miei tristi pensieri, Danj mi aggiornava degli eventi accaduti durante la mia assenza feriale: i contrasti con i camerieri, le discussioni del titolare, i soliti problemi della cucina e di ogni altro genere. Nonostante le mie preoccupazioni personali acconsento anche alla richiesta di Danj per sostituirla nel suo turno lavorativo dell’indomani. Alle ore 17:20 circa, si presenta nel ristorante il cliente che ha ordinato il buffet della sera. Risulta essere una persona insopportabilmente puntigliosa, insensibile, maleducata, ed arrogante. Come uniche referenti presenti, senza ritegno e motivo alcuno, si è espresso in modo alquanto negativo nei nostri personali confronti in quanto a suo avviso non riteneva Noi ed il ristorante all’altezza delle sue aspettative e se ne và dopo aver lasciato palloni e bibite personali per la serata. Danj ed io, alquanto irritate per sorbirci delle lamentele che sinceramente non ci riguardano affatto, torniamo in cucina per proseguire il nostro lavoro. Ore 18:00 arrivano i camerieri Lara, Francj e Lele e poco dopo, anche Pja,la nostra collaboratrice in cucina, dopo saluti e convenevoli si riprende il lavoro con il solito impegno. Ore 18:30 circa, si presenta in cucina la sig.ra Azzurra (consorte del titolare), molto irritata perché i clienti del buffet seguitavano ad infastidire non poco telefonando continuamente per ogni minuzia. Questo modo altezzoso, superbo e prepotente da parte del cliente, aveva provocato un accentuato e fastidioso nervosismo in tutto il personale, ma non ha impedito il proseguimento e l’impegno professionale cui ciascuno è incaricato.
Ore 20:30 circa, tutto è pronto per il Buffet di 20 persone che iniziano ad arrivare.
Menù semplice:

• Aperitivo con salatini, patatine in vari tipi, popcorn, arachidi, panini ecc. ecc.
• Bruschette in 5 forme diverse....
• Choux (bignè) salmone p. r. e. r.
• Antipasto di polpo
• ½ porzione di riso al......
• ½ porzione trofie p. b.
• pesce spada alla s.
• insalata
• patate al forno
• la torta la portano i clienti
• ( Prezzo a testa: €uro tot..... escluso bevande)
Il Buffet inizia con “l’entusiasmo” tipico dei commensali, e naturalmente nel ristorante vi sono anche ulteriori clienti cui pensare e che usufruiscono invece del classico menù alla carta. Tutto sembra non avere intoppi almeno fino a quando gli “ospiti” del buffet, iniziano a lamentarsi che le portate di cibo sono insufficienti. Dopo un controllo risulta che gli “ospiti” del buffet sono 25, mentre alla cucina sono state date chiare indicazioni per 20 commensali. L’irritazione in cucina è assai giustificata (per un errore gestionale e/o comunicazione tardiva) mentre si corre ai ripari frettolosamente per preparare almeno altri antipasti e far bastare il cibo per 25 persone; mentre la tensione ed il nervosismo sale ad ogni angolo del ristorante. Ore 22 circa. In cucina entra la madre della festeggiata sostenendo che la decorazione della loro torta non è di suo gradimento e dopo breve ed unico consulto con la sig.ra Azzurra, quest'ultima decide di mettervi le mani personalmente con il “tragico” risultato di rovinare irrimediabilmente e vistosamente il lavoro del Pasticcere. Invano il tentativo del personale di cucina di rimediare al guaio della sig.ra Azzurra e dopo questa ennesima “cazzata” l’ambiente diventa “caldo” con il titolare nervosissimo e la tensione con la moglie in crescendo……….
In questo clima ansioso e teso, si corre in continuazione ma i cervelli sono “congelati”…..ed arriva il momento di servire il pesce spada ai clienti del buffet. Il cameriere Francj alterato e frettolosissimo rammenta alla cucina che i tranci di pesce (pronti da tempo) sono 20 come da programma e non 25 come invece ci si ritrova ora con i clienti del buffet…….e quindi per risolvere rapidamente il problema “consiglia con agitata determinazione” di ritagliare qualche trancio per ricavarne le porzioni mancanti…….Non era certo la soluzione migliore, ma con tutto il personale di sala e nella confusione e tensione generale chi và a pensare che le indicazioni del cameriere Francj non fossero supportate dal Capo? Inoltre era parecchio tempo che il Capo doveva sapere dei 5 ospiti in più rispetto al previsto, ed alla cucina non ha dato alcuna indicazione in merito alle porzioni del pesce spada, ben sapendo (quale ultima portata del menu) che erano state preparate e contate giuste giuste per il banchetto previsto da 20 commensali. Azzurra poco dopo fa presente alla cucina che a suo avviso alcune porzioni di pesce sono troppo misere per presentarle al cliente, il Capo agitato ed irritato conferma ed appoggia la consorte chiedendo alla cucina (come se non lo sapesse) quanti tranci di pesce erano stati preparati e cotti per il banchetto. Molto sorpresa, scombussolata dalla fatica, dalla confusione e la tensione che da ore avvolgeva il locale, io risposi che avrebbero dovuto essere 23. (Tralasciando di menzionare le indicazioni ricevute dal cameriere Francj in quanto mi sembrava scontato ed evidente che provenissero dal Capo.) Evidentemente al Capo occorreva qualsiasi motivo ed un capro espiatorio per scaricare la sua tensione e frustrazione dovuta alla impossibilità ( od incapacità) di riuscire a gestire le difficoltà di un ristorante in una serata di merda. Posso intuire quanto il cameriere Francj fosse stato abile nelle sue esposizioni dei fatti mirati fondamentalmente a pararsi il culo poiché poco dopo il "Capo" ritornò furiosissimo in cucina iniziando ad inveirmi contro. Mi apostrofò con un lungo elenco di termini irripetibili e bestemmie pesanti e riprovevoli. Urlando come un indemoniato, con tutta la voce che aveva in corpo, dava pugni fortissimi sul bancone della cucina. Come uno schizofrenico rivolto a me: “mi hai tradito, mi hai mentito, non dovevi farlo! Io in te avevo una fiducia cieca! Io ti distruggerò! Non la scampi. Ti distruggerò e nessuno ti salva! Alla prossima ti licenzio!” Poi indirizzò le sue invettive verso Danj e Pja: “ vi distruggerò!!!”…
Non riuscivo a reagire ed aprir bocca pietrificata dalla paura ad una simile quanto assurda reazione. Lui seguitava ad inveire urlando. Speravo si sfogasse e la smettesse. Quelle parole mi entravano dentro laceranti, offesa, umiliata, ferita. Balbettai qualche parola, ma lui non mi ascoltava, continuando ad inveire. Danj e Pja incredule e terrorizzate, io vedevo la loro paura anche in loro e decisi di attendere la fine di quello sfogo assurdo del Capo.
Passata la tempesta cercai di capire e di spiegargli quanto sapevo degli eventi, e, nel caso, accettandone anche le eventuali responsabilità. Ma il cameriere Francj negò subdolamente ogni sua responsabilità al Capo, che evidentemente a quel punto non gli importava nulla della verità. Io stavo male dentro, le sue parole continuavano a rimbombarmi in testa. Iniziai a piangere, e, senza sollievo alcuno, non riuscivo a smettere. Per il resto del tempo in cucina, regnava il silenzio. Nessuno osava parlare, ed il cameriere Francj evitava astutamente di entrare in cucina. Continuavo il mio lavoro piangendo allibita, un groppo allo stomaco, nel cervello una voce rimbombava sprezzante e senza soste : ”ti licenzio, ti distruggerò, vi distruggerò”. A Danj dissi che il giorno dopo non l’avrei sostituita come mi aveva chiesto perchè non mi sentivo certo in grado. Notai il suo sguardo deluso, stanca, distrutta dal lavoro, terrorizzata ed impaurita per quello che era accaduto mi fece cambiare idea e mi convinsi a sostituirla per l’indomani. E Lei:” Sei sicura?” confessandomi di essere completamente terrorizzata da quell’uomo: una sceneggiata così cattiva quanto assurda non ha senso n’è giustificazione. La strinsi tra le braccia e tra le lacrime gli dissi di stare tranquilla che la bufera probabilmente era finita. Terminato il lavoro, come al solito riaccompagnai Danj a casa, e seguitai a piangere poichè la reazione a quegli eventi assurdi continuavano a tormentarmi. Lasciata Danj, sempre piangendo mi avviai verso casa mia arrivando verso le 1 di notte circa. In mezzora ero già a letto ma non riuscivo a prender sonno, stavo male dentro. Ripensavo a tutto quello che era accaduto, e le parole del Capo, continuavano a rimbombarmi in testa fra dubbi e tormenti. Forse io avevo sbagliato, o forse no. Forse anche qualcun altro ha sbagliato, o forse no. In ogni caso c’è un limite a tutto ed il Capo non può pensare di trattare in quel modo delle persone come se fossero stracci. Mi imaginavo TUTTI i clienti in sala che cosa avranno pensato di quel locale, e di quel gestore!!! Mi giravo e rivoltavo nel letto! Ma niente non riuscivo a dormire. Accesi il computer, sperando di stancare gl’occhi! Ci restai fino alle 02:30 circa. Poi cercai di dormire senza riuscirci. Provai con la tv, ma era tutto inutile. Ore 03:15, ed io ero ancora sveglia! Sentivo le auto passare. I treni correre sui binari. La nettezza urbana svuotare i cassonetti. Ubriachi, fumati, cani, gatti. Passai tutta la notte senza dormire. Le 04:00 del mattino ed io ancora sveglia! Dal letto guardavo la finestra, e la luce del giorno. Avevo sonno, ma non riuscivo a dormire! I miei pensieri erano più forti del sonno! Così passai la notte in bianco e continuavo a piangere!
MARTEDI 5 Agosto
Alle ore 08:00 decisi di alzarmi! Era inutile cercare di dormire! Quando scesi dal letto, mi sentivo strana. Debole. Con gli occhi gonfi per il pianto. Il tormento interno di tutte quelle invettive continuava a logorarmi e farmi piangere. Una persona che consideravo capace, comprensiva e buona si è rivelata invece un mostro senza scrupoli. Stavo male dentro! Mi sentivo in colpa, delusa, sola, disperata e con la paura di perdere il lavoro e quel poco che mi permetteva di sopravvivere. Mi guardai allo specchio: orrenda! Con viso stanco, occhi gonfi! Dopo il caffè e doccia pensavo che sarei stata meglio! Ma non fu così! Ore 09:30 Quella mattina dovevo lavorare al posto di Danj! Salita in macchina, mi avviai verso il ristorante. Nel tragitto vedevo la strada offuscata. Stavo piangendo di nuovo nonostante tutti i miei inutili sforzi! Al ristorante trovo Jess, la cameriera assente alla sera precedente e quindi non sapeva quanto era accaduto! Dopo saluti e convenevoli notò il mio evidente stato e guardandomi bene voleva capire: ” Cincin hai una faccia strana! Non avevi voglia di rientrare dalle vacanze? In ferie si stava meglio vero?” (Lei non poteva minimamente immaginare quello che avevo dentro e come stavo male!) Gli risposi che invece di stamattina ero rientrata al lavoro ieri sera per un favore all’esausta Danj, ma era meglio se non lo facevo ed utilizzavo quell'ultimo giorno di ferie!“Cos’ è successo? Raccontami!” A me non andava di parlarne, ma Lei capiva che era accaduto qualcosa al ristorante la sera prima. “Si” risposi, ma non ne voglio parlare! Solo a pensarci sto ancora male! Sono stravolta e mi gira la testa!” Gli dissi che avevo passato tutta la notte piangendo e senza dormire. Allora lei mi disse: ”dai prendiamo un caffè, ci fumiamo una sigaretta, e se ti va mi racconti tutto!” Fece il caffè! Ci sedemmo fuori! Lei iniziò a raccontarmi tutto quello che era successo quando io stavo in ferie ed anche lei aveva discusso con Il Capo, il cameriere Francj, ed Azzurra! Io gli raccontai l’accaduto ed ovviamente iniziai a piangere di nuovo! Dentro mi sentivo aggrovigliare tutta, mi sentivo stanchissima, mi stavo sentendo molto male! Erano le 11:00 e per non pensare, iniziai a pelare le patate per farle al forno. Jess entrò in cucina! Era dispiaciuta per me! Mi abbracciò! Ma in quel abbraccio, sentii le forze abbandonarmi improvvisamente e stavo per crollare a terra! Ma Jess mi resse rapidamente e con l’aceto ed acqua fredda mi aiutò poi a farmi riprendere un poco. Sostenendomi mi portò in sala dove c’era l’aria condizionata! Mi mise seduta e mi ripresi.
In quella angusta cucina, faceva un caldo tremendo! Mi feci forza, ed iniziai a preparare il pranzo x noi due. Misi a cuocere i pomodori pachino, per farci la salsa e condire la nostra pasta, e mentre cuocevano, continuai a pelare le patate che dovevo mettere in forno. Alle 12:00 il pranzo era pronto. Jess prese i piatti e andammo fuori a mangiare. Mentre mangiavo parlavo al telefono con Angie, ma riattaccai perché stavano arrivando 2 clienti che ci chiesero di pranzare. Jess li accomodò informandoli di una breve attesa, ossia il tempo che noi due finissimo di mangiare. Alle 12:15 Jess mi portò l’ordinazione dei clienti. Nel mentre rimanemmo completamente senza energia elettrica. Preoccupate, credevamo che fosse saltato l’interruttore! Ma dai controlli non ne sembrava la causa. Alle 13:00 circa i clienti terminato il pranzo se ne vanno, ma la corrente ancora non tornava! Jess era preoccupata per i frigoriferi! Voleva telefonare al Capo, ma poi abbiamo deciso di aspettare ancora un po’! Alle 13:45 entrano altre due persone per pranzare. Jess mi guardò! Io anuii, anche se c’era il problema della corrente che comunque ritornò in quel preciso istante. Jess accomodò le 2 persone in sala. Nel frattempo il Capo mi stava chiamando al mio cellulare ed io gli risposi gelida formale, fredda e distaccata.( Cosa pretendeva salti di gioia? Visto i numeri della sera prima. Mi sentivo ferita e solo a sentirlo stavo ancora malissimo per causa sua.) Lui sicuramente immaginò e rimase in silenzio per circa 30 secondi, poi comunica che stanno arrivando per pranzo un gruppo di 12 persone del comune e di preparare loro il menù da 20 euro. Ma dovette parlare con Jess perché io non potevo sapere cosa comportava questo nuovo menù che poi Lei mi spiega. Io in cucina inizio a preparare quanto occorre. Nel preparare gli antipasti, Jess mi porta la comanda dei due clienti già in sala. Faccio mangiare anche loro! Nel frattempo entrano altre 6 persone. Alle 14:15 arrivano le 12 persone del comune e Jess viene a prendere tutti gli antipasti già pronti. Nel frattempo sono intenta alle salse per la pasta. Mi sento molto stanca! Avevo necessità di andarmene a casa per dormire in ogni modo, perché alla sera ero di nuovo in servizio! Ma per le 15:00 non ce l’avrei mai fatta ad andare via da lì! Si faceva troppo tardi! Alle 15:10 avevo finito di servire i clienti, quindi iniziai a sistemare la cucina, così potevo finalmente andare a casa per dormire un po’! Danj al telefono voleva sapere come andava! Gli risposi piangendo raccontandole la notte insonne. Lei cercava invano di tranquillizzarmi mentre stavo lavando i piatti, e riassettando la cucina. Lei mi suggerì: ”lascia stare i piatti, mettili dentro al lavandino, ci pensa Pja stasera! Vai a casa e cerca di dormire un po’, che stasera abbiamo gente prenotata”! Poi gli dissi:”Danj dobbiamo preparare altro polpo, perché è quasi finito”! Lei:”cercherò di venire prima, in modo che sia pronto per le 19:30”. Poi gli dissi:”manderò un sms al Capo per dirgli di acquistare le cose che ci servono urgenti stasera, non gli telefono direttamente, non mi sento affatto di parlargli.” Alle 16:00 ero a casa! Ma mentre cercavo di addormentarmi, la solite invettive rimbombavano nel cervello e le paure mi aggrovigliavano anima e corpo. Credo che tra un pianto e l’altro, mi sono addormentata! Avrò dormito circa 30 minuti non di più. Stavo malissimo! Debole e con un gran mal di testa! Uscii di casa alle 18:00 precise.
In macchina, faticavo a guidare! Quando arrivai al solito passaggio a livello, lo trovai chiuso!
Un classico! Aspettai circa 5 minuti, poi il passaggio si apri! Danj al telefono mi chiamò per chiedermi se stavo arrivando. Alle 18:15 entrai al ristorante. Mi girava la testa Avevo gli occhi gonfi e non riuscivo a tenerli aperti! Danj, mi abbracciò forte e ricominciai a piangere! Mi disse di fare il pane perché io lo so fare molto bene. Poi mi chiese se avevo avvisato il Capo per la lista della spesa, ed io aggiunsi che gli inviai anche un sms senza ottenere risposta. È un suo problema se ci va o meno a fare spesa, io il messaggio gliel’ho mandato! (Serve urgente: sedano, carote, alici, gnocchetti di patate. Ordinare calamari.) Ci siamo messe a preparare tutto quello che ci serviva per la serata , c’era anche Pja con noi in cucina. Pur evitando di parlare degli spiacevoli eventi della sera prima, non ci siamo riuscite. Pja mi chiese come mi sentissi! Risposi che potrebbe andare meglio! Si vede! Mi disse lei! Alle 18:30 oltre a me erano presenti al ristorante: Jess, Lara, Lele, Volker, Fede, Azzurra con il figlioletto, Pja e Danj. Ore 19:00 cucina indaffarata anche per la cena del personale, quindi Lele ci disse di preparare la cena per 7. Con la testa che mi girava, non avevo idea di cosa preparare; una cosa veloce realizzando poi 6 piatti gustosi di pasta con moscardini. Lele nel portare i piatti si accorge che ne manca uno! “Tranquillo, io non mangio, non ho voglia e tempo, ho troppo da fare in cucina”. Siamo rimaste Danj ed io in cucina mentre tutti gli altri erano fuori a cenare. Ore 19:45 in cucina era tutto pronto. Con Danj uscimmo a fumarci una sigaretta in pace. Mi sentivo strana, debole, assonnata, con la testa che girava e mi faceva male. La mia mente era sempre attiva, continuavo a pensare a quella voce minacciosa e sprezzante della sera prima. La breve pausa sigaretta viene interrotta dal telefono di Danj che veniva ancora redarguita dal Capo perché secondo Lui non era stata in grado di fare una lista completa della spesa. Per l’ennesima volta Fro ancora non vuole rendersi conto che è lui che deve provvedere ed organizzarsi in modo adeguato a ripristinare le scorte in dispensa! Danj gli aveva fornito la lista domenica sera! Anche per telefono l’ennesimo ed assurdo cazziatone del Capo il quale sosteneva che se non eravamo in grado, di gestire la cucina avrebbe preso, un cuoco e una di noi due sarebbe stata licenziata! Danj con le lacrime agli occhi, non riusciva a reagire, mentre lui urlava per telefono! Pure io iniziai di nuovo a piangere perché prevedevo un’altra serata molto tesa! Tornammo in cucina in lacrime entrambe e quando Pja ci vide in quello stato non capiva cosa stesse accadendo! Ore 20:00 circa. Piangevo. La testa mi stava scoppiando. Non riuscivo a respirare. Non sentivo nulla attorno a me. Poi una sensazione di vuoto assoluto ed un gran buio. Non ricordo cosa mi sia accaduto! Non so dopo quanto tempo che ho realizzato di essere seduta, fuori dal ristorante. Tutta bagnata! Voci incomprensibili e tanti volti deformati. Riconobbi Azzurra accanto a me, e Fro con un menù in mano che sventolava. Cercavo disperatamente di comprendere dov’ero e cosa mi stava accadendo. Una voce fra le tante: “ ma l’ambulanza ancora non arriva?”… Era per me?....Oddio! L’ambulanza? Ma perché? Sto morendo?..Non sentivo le mani, le labbra, le gambe! Non riuscivo a parlare! Capivo solo che stavo piangendo! Fro che sventolava un menù, non riuscivo a capire cosa stava facendo! Ha chiamato l’ambulanza? Perché? Che vuole fare? Perplessità, stupore, timore, paura, terrore quella frase in testa: “ io ti distruggerò “…….e Lui era lì!.....Volevo correre via, ma riuscivo solo a singhiozzare. Azzurra era vicino a me con un tovagliolo e del ghiaccio sul viso e in fronte. Sentivo del liquido in bocca. Ricordo che sembrava acqua dolcissima. Non riuscivo a deglutire. Non sentivo le labbra! Vedevo il ghiaccio ma non sentivo nessuna frescura. Non riuscivo a muovere nemmeno le mani, mi sentivo dei formicolii alle dita! Non sentivo le mie parole. Non vedevo alzare il mio braccio! Terrorizzata! Fro era ancora lì, con il suo menù! Quell'aria mi dava fastidio! O forse era lui! Perché era lì? Cosa avevo fatto ancora? Che stava accadendo? Quella frase continuava a tormentarmi la mente! Ricominciai a piangere! Nessuno mi capiva. Arrivò l’ambulanza. Era lì per me!......Vidi il dottore e lui vide il mio terrore! Mi tranquillizzò. Dopo alcune domande mi disse con calma che mi avrebbero portato in ospedale per qualche controllo e poi a casa. Oddio in ospedale non volevo andarci, ricominciai a piangere! Azzurra sempre vicino a me mi convinse! Non fatemi morire. Non voglio morire! Il medico mi tranquillizzò ed anche Azzurra. In ambulanza il dottore insisteva per una fleboclisi che io rifiutai per paura di morire. “Con la flebo non morirai, ma se non vuoi va bene non la mettiamo, però devi mettere l’ossigeno e vedrai che respirerai meglio”..mi disse il dottore. “Mi vuole far morire soffocata”? risposi con un filo di voce. Il dottore sorrise: “con l’ossigeno non muori anzi ti aiuta a respirare”…… ”l’ossigeno non mi fa morire, ma la mascherina si”…Lui sorrise di nuovo ma mise la mascherina di ossigeno. Il tragitto RISTORANTE-OSPEDALE era lunghissimo. Mi sembrava di non arrivare mai! L’ambulanza correva, ed io continuavo ad avere tanta paura! Il dottore mi parlava, cercava di capire perché continuavo a piangere, ma io non potevo parlare con la mascherina. Non so quanto tempo ci ha messo l’ambulanza per arrivare in ospedale, (per me era un tragitto interminabile) ma finalmente arrivammo. Al pronto soccorso dell’Ospedale non c’era nessuno con me. Ero sola. In quell’ospedale che mi sembrava di conoscere. In un lettino di una stanza, mi visitò il dottore del pronto soccorso che mi fece tantissime domande, persona gentilissima ed umana al quale raccontai tutto quello che ricordai degli ultimi eventi e da quando erano iniziati la maggior parte dei miei tormenti. All’improvviso comparve il mio amicone Mark. Sì, era proprio Lui! In quel momento mi sentivo tranquilla, c’era qualcuno che conoscevo con me. Il dottore lo fece entrare, e gli spiegò cosa era successo, si parlarono per un pò, poi il dottore si assenta. Parlo con Mark e gli spiego tutto quello che riesco a ricordare. Non so quanto lui riesca a comprendere ma mi tranquillizza in tutti i modi. Il dottore con molta calma e prudenza mi fece alzare e camminare. Uscimmo mentre Mark mi sorreggeva. Fuori trovai Azzurra ed Asa ( la cugina di Fro). Mi avevano portato la mia borsa, con le mie cose, documenti, telefoni ecc. e dopo se ne andarono mentre il dottore proseguiva la visita e scriveva certificati vari per l'Inail ecc. Dopo un tempo che non riuscirei a definire, il dottore con mio sollievo non decide alcun ricovero e, dopo le prescrizioni e raccomandazioni del caso, Mark mi riaccompagna a casa per ritornare poi subito al ristorante a riprendere tutte le mie cose personali, e consegnare il certificato medico del PS personalmente al Capo con tutte le indicazioni occorrenti. Mi telefona Danj e gli chiesi di prepararmi per cortesia la mia roba che stava arrivando il mio amico a prenderla. Al ritorno Mark per non lasciarmi sola, rimase con me tutta la notte. Io passai comunque una notte agitatissima.
MERCOLEDI 6 Agosto:
Ore 06:45 Mark esce di casa mia per andare al lavoro, assicurandomi che sarebbe tornato dopo il lavoro e facendomi le premurose raccomandazioni, aggiungendo che verso le 17 si sarebbe provveduto a riprendere la mia vetturetta che era ancora al ristorante. In mattinata mi telefona Danj, per sapere come stavo. Verso le 10 mi telefona Volker (il cognato di Fro), anche lui preoccupato per me. Con Volker parlai del Capo, e del suo assurdo comportamento che mi aveva deluso moltissimo, terrorizzandomi e soprattutto mi aveva ferito dentro! Volker disse: ”Non fare caso a quello che dice, a volte non si rende conto delle parole che usa quando è arrabbiato. Lo fa anche con noi che siamo della famiglia. Tu non disperarti per questo, lui è fatto così, e quando si arrabbia non guarda neanche in faccia alla madre, non gli importa con chi sta parlando. Non dare peso a quello che ha detto, vedrai poi passerà tutto, e se ti ha detto “ti distruggerò”, lui non lo pensava veramente, devi stare tranquilla e cercare di rimetterti.” Io gli risposi:” non è facile dimenticare certe cose e come vengono dette, io le ho ancora vive in mente, e non fanno altro che tormentarmi!” Mi disse di stare tranquilla, e ci salutammo. Alle 13:06 il Capo mi chiama al telefono. Appena ho visto che era Lui ho iniziato ad agitarmi ma ho risposto comunque. Anche lui mi ha chiesto come mi sentissi e come mai mi sono sentita male. Ha iniziato a fare delle ipotesi sostenendo che probabilmente ero solo preoccupata per mia madre. Io replicai che forse era meglio pensasse a certe conseguenze delle sue parole ed i suoi atteggiamenti recenti perchè io non credo di meritarmi cose simili. Probabilmente non si aspettava la mia reazione così diretta. Che io sappia, lui conosce sempre molto bene gli obiettivi e le reazioni di ogni sua parola od azione. Forse voleva solo che io alleggerissi la sua posizione e la sua coscienza? E come avrei potuto? La realtà è evidente a troppe persone. Non so come ho trovato le energie per reagire in modo chiaro e deciso ai suoi tentativi di rabbonirmi, ma chiusi il discorso dicendogli che non era il caso di parlarne al telefono, ma l’avremmo fatto a quattrocchi. Mi promise che sarebbe passato a trovarmi in giornata. Alle 17 circa con Mark andiamo a recuperare la mia auto. Faceva un gran caldo, ma non potevo lasciarla là. Arrivati al ristorante, non c’era nessuno (meglio poichè non mi sentivo di parlare). La mia auto era un forno. Non riuscivo a respirare e volevo ritornare a casa in fretta e dissi a Mark di seguirmi nel caso dovessi sentirmi male. Faticoso il tragitto RISTORANTE-CASA e con il solito passaggio a livello chiuso, ma arrivai. Ore 20:00 e il Capo non si è proprio visto! Lui ed io sapevamo che non sarebbe mai venuto! Coscienza, orgoglio, menefreghismo od opportunismo? Io lo avrei saputo ben presto. Alle 22:30 Mark decide di tornare a casa, era stanco. Lo ringraziai enormemente e gli dissi di non venire il giorno dopo; che stavo meglio, e di stare tranquillo. Lui insisteva per tornare, ma poi ma ha dato ascolto. Ci siamo salutati. Il resto della serata rimasi sola e riuscii a dormire un po’ meglio.

SABATO 9 Agosto:
Sono passati 4 giorni da quando mi sono sentita male. Adesso sto meglio! Anche se quelle parole ancora mi tormentano un pò. Il Capo non mi ha più chiamata, e neanche si è visto. Domani torno al lavoro, anche se solo il pensiero mi agita.

LUNEDI 11 Agosto:
Ieri sono rientrata al lavoro. Ho lavorato molto, ed il Capo non ha affrontato il discorso!
Evidentemente non sapeva cosa dirmi, o temeva di complicare la sua situazione...........

MARTEDI 12 Agosto:
Ore 16.30. Danj era assente, dopo 20 giorni di intenso lavoro senza alcun giorno di sosta, era stanca e con legittima necessità di riposo. Aveva ancora con sé le chiavi del ristorante e quindi Le chiesi di venimi ad aprire per rivederci poi l’indomani. Dati gli eventi precedenti, Danj era titubante e preoccupata nel lasciarmi tutta sola al ristorante timorosa per la mia salute quindi pensò di fare arrivare quanto prima anche Pina. Ma quest’ultima aveva qualche problema e conseguentemente fra Pina e Danj la conversazione si tramutò in un acceso diverbio dove Pina fu invitata da Danj a rimanersene a casa per sempre! Danj quindi tornò a casa per riposarsi un po’, e presentarsi più tardi al lavoro.

MERCOLEDI 13 Agosto:
Al lavoro, serata calma e con pochissimi clienti. Il Capo sembrava tranquillo. Con la moglie Azzurra, il figlioletto e Volker hanno cenato in giardino. Alle ore 22.00 circa, arrivò Pjna per parlare con Fro della conversazione telefonica avvenuta con Danj nel pomeriggio.
Ore 23.00 circa, Danj ed io ci siamo “accomodate” pure noi in giardino dove stavano seduti tutti gli altri, Pjna compresa. Un caffè, una sigaretta ed una chiacchiera e l’altra, il Capo con apparente e tranquilla pacatezza inizia il discorso INAIL che ovviamente riguarda solo me. Egli ( fra tutti i presenti) sostiene senza mezzi termini n’è fraintendimenti che per quei 5 giorni di infortunio io gli sono costata 500 euro! Notando la mia espressione interrogativa, ed in previsione di qualche mia reazione, aggiunge che debbo stare tranquilla e che la sua era solo una esposizione informativa......

GIOVEDI 14 Agosto :
Ultimo giorno di lavoro al ristorante prima della chiusura per ferie. Nessun cliente.

LUNEDI 25 Agosto:
Ore 10.00. Finite le ferie il ristorante riapre. Danj ed io siamo le prime a rientrare al lavoro.
Il ristorante è chiuso per i clienti. Quindi noi della cucina siamo presenti per occuparci delle pulizie, sistemare i frigoriferi, la lista della spesa e rifornire la dispensa di tutto quanto occorre.

LUNEDI 01 Settembre:
Da oggi per 15 giorni sono sola in cucina poiché Danj inizia le sue ferie già programmate da tempo. Pochi clienti e poco lavoro. I giorni trascorrono senza eccessivo stress.

GIOVEDI 04 Settembre:
Al ristorante, ore 19 circa, il Capo mi comunica personalmente che l’INAIL non mi avrebbe pagato i 5 giorni di infortunio. Incredula e sopresa, chiedo spiegazioni accurate, nonché quanto e perché potessero essere attendibili queste informazioni. Al che Lui fece riferimento ad alcuni nominativi di persone che io non conoscevo affatto, ed abilmente cambiò il tema del discorso.

LUNEDI 15 Settembre:
Terminate le sue ferie, Danj rientra, ed io dopo 15 giorni ininterrotti di lavoro ne approfitto per fermarmi un giorno a riposarmi.

MARTEDI 16 Settembre:
Come consuetudine sono sempre io che per necessità chiamo il Capo per farmi dare lo stipendio, e da sue istruzioni, verso le ore 10 mi reco nel suo ufficio per ritirare l’assegno. Nel leggere la relativa busta paga mi rendo conto che manca parecchio denaro al solito totale. Alle mie legittime perplessità, egli sostiene che non mi è dovuto quel denaro mancante per i 5 giorni di infortunio e di rivolgermi direttamente al suo consulente (commercialista) per tutte le informazioni del caso. Ovviamente alle ore 11 circa ero già immediatamente in ufficio del commercialista che mi stava attendendo. Egli mi spiegò che l’INAIL non poteva provvedere al rimborso dei 5 giorni poiché a loro risultava solo la certificazione medica di chiusura, a loro mancava la certificazione di apertura della pratica proveniente dal Pronto Soccorso (che Lui, il commercialista a quanto pare non aveva mai visto). Io lo informai che il sig. Capo aveva ricevuto da una mia persona fidata il certificato dell’ospedale la sera stessa dell’infortunio! Dissi al commercialista che quel denaro io ne avevo necessità e diritto. Non era giusto e corretto che dopo essermi sentita male, dovevo anche subire la beffa di non essere pagata dall’ente di competenza…. Il commercialista comunicò immediatamente per telefono con il Capo il quale gli rispose che il certificato lo aveva in un cassetto e che lo avrebbe inviato imediatamente. Poco dopo arrivò il fax dal Capo, ma era illeggibile, quindi offrii il MIO identico certificato medico al commercialista che ne fece una copia e provvide ad inviare il tutto all'INAIL in mia presenza.

LUNEDI 29 Settembre:
Ore 18.00 circa. Al telefono, una persona di famiglia mi informa che ci sono proprio per me due lettere provenienti dall’INAIL. Ovviamente poco dopo avevo a disposizione quelle comunicazioni INAIL. Mostrate al Capo, egli sostenne nuovamente la sua tesi che le stesse dimostravano quanto lui aveva già espresso da tempo e che a suo avviso specificavano chiaramente l’inidoneità al diritto di quel denaro che fondamentalmente già mancava dalla busta paga del mensile di Agosto. Nessuna chiara ed esaustiva spiegazione in merito alle motivazioni mi è stata espressa a parole e nemmeno in quelle comunicazioni INAIL. Gli eventi del giorno prima con le esposizioni del commercialista, in aggiunta ad ulteriori informazioni personali raccolte con le opportune riflessioni d’insieme mi spinsero a comunicare al Titolare del ristorante che troppe cose non quadravano e necessitavano di chiarezza. A tal proposito, con estrema determinazione, sarei andata a fondo nel chiarire questa vicenda INAIL, perché a mio avviso non c’erano gli estremi convincenti affinché io rinunciassi al diritto di questo denaro. Il capo non reagì alle mie intenzioni, ed anzi approvò senza nessuna obiezione.

MARTEDI 30 Settembre:
La prima lettera dell’INAIL datata 12 Settembre, sostiene che: Il caso viene definito negativamente per mancanza di documentazione valida. La pratica sarà riesaminata quando verrà fornita la documentazione mancante……..Manca denuncia d’infortunio del datore di lavoro!...La seconda lettera dell’INAIL datata 23 Settembre, sostiene che : al lavoratore non spetta alcuna indennità INAIL in quanto l’evento che ha determinato l’inabilità temporanea assoluta al lavoro non dipende da causa violenta ma da malattia comune. Il caso verrà segnalato all’INPS per competenza…….
Leggo e penso a quanto esposto dal capo il 13 Agosto, ossia oltre un mese dal mio infortunio. Parecchi mi sollecitano a pensare e riflettere. Domande e molti dubbi frullano nel mio cervellino, ma riesco ad intuire molto bene che qualcuno abilmente mi usa e calpesta danneggiandomi e coinvolgendomi mio malgrado in un discutibile disegno finalizzato esclusivamente a difendere in ogni modo i miseri interessi di una manciata di euro e senza ombra di scrupoli?.....


VENERDI 3 Ottobre:
Ore 11 circa. Mi sono recata all’INPS per avere chiare informazioni su questa pratica che, in teoria, l’INAIL dice e mi scrive di aver inviato loro per competenza. Dopo i dovuti ed immediati accertamenti, l’INPS contrariamente all’INAIL mi comunica che NON esiste nessuna pratica relativa a questo evento.

MARTEDI 7 Ottobre:
Ore 11,20 circa. Sede INAIL accompagnata dal mio "Procuratore incaricato" e da TUTTA la documentazione occorrente. Sono state abilmente acquisite tutte le opportune informazioni idonee a dimostrare eventi sconcertanti con relativi tentativi di mascheramento di atti illeciti. Una video registrazione ( ben mimetizzata ma estremamente chiara) sarà ben presto autorizzata a comparire in rete, e nel contempo sarà testè pubblicata la trascrizione delle comunicazioni intercorse e di tutto quanto inammissibile possa essere emerso..........

MARTEDI 10 FEBBRAIO
....Verbale di Conciliazione da firmare?......." ok firmiamolo, ma leggendolo bene si evince che questo NON fermerà in alcun modo il "Titanic" che è già in viaggio da tempo......

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( N.B. Le immagini ed i nominativi, sono fantasiosi ...Ogni somiglianza con persone, avvenimenti realmente accaduti e/o ambienti esistenti similari sono assolutamente casuali!)





 


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