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3 ottobre 2009 - Affitti in nero. l Comuni dicono basta e si mettono in campo le forze INDISPENSABILI! (e tutte le preziose banche dati) per una massiccia operazione di recupero dell’evasione fiscale. Lo strumento sarà quello di un osservatorio permanente che, integrando le banche dati sia interne (direzione patrimonio, sicurezza sociale, pubblica istruzione) che esterne (Agenzia delle entrate, gestori di energie elettrica e gas ed altre utenze, Università, privati ed associazioni varie), sia in grado di avere una fotografia la più reale possibile della situazione abitativa.
In una grande città, per esempio come Firenze, ci sono migliaia di immobili classificati come abitazioni: di queste circa 188mila saranno soggette a controlli incrociati per stabilire se sono regolarmente abitate o vuote. Se affittate in modo regolare o con contratto in nero. L’assessore alla casa ha sottolineato: «L’affermazione della legalità costituisce una priorità dell’Amministrazione comunale». Lo scopo è duplice. Da un lato recuperare l’evasione fiscale: l’Ici per le case affittate, infatti, arriva al 7 per mille, e sale al 9 per mille se le case sono vuote.
E su questo aspetto saranno fondamentali le indagini della Polizia municipale (che ha un apposito ufficio dedicato a questo compito) coordinati con la Guardia di Finanza. Ma il problema non è solo di recupero fiscale. «Ugualmente importante è un’azione di contrasto al fenomeno dei contratti di affitto in nero per calmierare il mercato e favorire la residenza e la tutela delle fasce più deboli. Quelle che, più di ogni altro, pagano il prezzo di un mercato troppo spesso ‘drogato’».
Il progetto per la lotta agli affitti in nero viene approvato all’unanimità, da giunte comunali sempre più numerose e decise! Tanti osservatori permanenti e non, emergono dati finali estremamente preoccupanti. La ‘forza’ del sistema è quella di un regolare coordinamento dei dati, in modo da offrire un quadro dell’evolversi del mercato delle rendite immobiliari di ogni amministrazione, evidenziandone le caratteristiche e le eventuali anomalie. «Per rendersi conto del fenomeno su scala nazionale, basta fare riferimento a un’indagine del Sole 24 Ore dalla quale emerge una situazione che ci mostra una perdita per le casse dello Stato e dei Comuni di quasi 3 miliardi di euro all’anno. Di questi circa un miliardo è causato dagli alloggi affittati in nero».
Le fasce sociali più deboli sono gli immigrati e gli studenti fuori sede, ma anche le famiglie che hanno sottoscritto un regolare contratto che, alla sua scadenza, rischiano lo sfratto perché l’affitto in nero diventa più vantaggioso per il proprietario. Una volta rilevata un’irregolarità, verrà segnalata all’autorità giudiziaria, all’Agenzia delle entrate e agli uffici comunali che provvederanno al recupero degli importi dovuti. «Siamo in prima linea — concordano TUTTI gli organi di Polizia Municipale — perché l’azione di contrasto all’evasione rappresentano un vantaggio ed una priorità di OGNI Amministrazione.
Da il Sole24ore.
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